Questo bellissimo itinerario porta a valicare, seguendo le rive del lago, i
confini di tre nazioni nell’arco di pochi chilometri: Svizzera, Austria e Germania.
La regione è, infatti, la più “ciclabile” dei tre Stati che la circondano. Una fitta
rete di estese e famose piste, corrono non solo direttamente lungo la riva con l’indicazione
"Bodensee Radweg”, ma anche nell’attraente hinterland, e permettono senza dubbio,
dei tour piacevolissimi.
La pista, costeggiando quasi tutto il lago, grande una volta e mezzo il nostro
Lago di Garda, ci porta a scoprire le maggiori bellezze artistiche e naturali della
zona. Esiste sempre una pista o una corsia ciclabile che affianca le vie principali
e che rende più veloce lo spostamento. Attenzione però che si perde però il panorama! Il tutto è immerso in un mix di vigneti, frutteti, brillanti specchi d’acqua
e affascinanti panorami alpini. Inoltre, numerosi hotel, a conduzione familiare, con i loro cibi gustosi, si
occupano del nostro benessere e, per chi lo desidera, i bagni termali e le terme
si occupano del relax di anima e corpo.
28/08/2010 - SABATO
Partenza molto presto questo sabato mattina. Già alle 06:30 sono nel box e carico
le borse sulla bici. La bici è già stata controllata nei giorni scorsi, così in
breve sono alla stazione Centrale. Conosco bene tutti i nuovi percorsi che portano
direttamente sulle banchine senza fare le antipatiche scale. Il primo tratto in
treno è fino a Olten in Svizzera. Si viaggia in direzione Domodossola su un confortevole
Eurocity. Occorre prenotare il posto a sedere, ma soprattutto il posto per la bici.
Infatti, non tutte le carrozze hanno gli spazi dedicati per agganciarle.
Da Olten, un altro treno, mi porta rapidamente a Schaffhausen. Sono le 13:00
e c’è il tempo per andare a visitare le famosissime Cascate sul fiume Reno (Rheinfall),
straordinario spettacolo della natura.
Dalla stazione si percorrono, su pista ciclabile, circa 3 km. Questa suggestiva
località permette di ammirare le cascate più ampie d’Europa (150mt).
Normalmente le cascate diventano famose per il salto, ovvero, la differenza
di quota. Questa però, in questo caso, è di solo di 23 metri, ma la portata d’acqua
è veramente impressionante. Una lunga passeggiata permette di ammirarle, ed è anche
possibile farsi trasportare, a pagamento, da alcune imbarcazioni sopra lo sperone
di roccia nel mezzo del flusso d’acqua.
È già ora di raggiungere Kostanz. La pista adesso mi accompagna costeggiando
il risalire la corrente del fiume Reno. Il percorso ben segnalato attraversa diversi
campi coltivati e talvolta costeggia alcune strade principali.
Alcune nuvole nere alle mie spalle mi preoccupano un po’, ma fortunatamente,
anche se un po’ freddo, non piove.
Poi l'arrivo a Stein am Rhein dopo circa 30 km e lo spettacolo della cittadina
mi ripaga di ogni sofferenza.
Ho pedalato sul lato nord del fiume Reno così il suo centro storico si apre
all'improvviso mostrando una piazzetta lastricata in pavé e circondata da edifici
di 3-4 piani con le facciate interamente affrescate.
Mi trovo in un borgo che ha mantenuto la sua impronta medievale e la propone
oggi con estrema naturalezza. Mi fermo poco tempo perché è mia intenzione ritornare
qui nei prossimi giorni.
Attraversato il ponte sul Reno, continuo in direzione Kostanz ed entro nell’Untersee,
la prima delle anse del Lago di Costanza. Altri 30 km e arrivo a Kostanz la città
del Concilio. Per questo ultimo tratto ho frequentemente scelto delle ciclabili
più veloci e dei tratti su strada.
La città offre molti spettacoli teatrali e musicali. L’orchestra sinfonica di
Kostanz, con più di 100 concerti ogni anno, costituisce una parte centrale della
vita culturale della regione.
Un altro fiore all’occhiello della città sono i diversi musei. Il Rosgartenmuseum
nel centro storico è uno dei più antichi del Baden-Württemberg e mostra sia opere
d’arte sia oggetti della storia e cultura del Lago.
Il museo archeologico invece mostra i risultati della ricerca archeologica nella
regione, fin dal neolitico.
Alla fine del porto, svetta la Statua di “Imperia”. Questa grande statua, alta
nove metri, raffigura l’omonima cortigiana italiana del 16° secolo, e malgrado pesi
più di 18 tonnellate, ruota lentamente su sé stessa! Lo scrittore francese Honorè
de Balzac, autore dell’opera “Le sollazzevoli istorie” la raffigura con le braccia
aperte e le mani rivolte verso l’alto che tengono le figure di due giullari, i quali
portano sul capo, uno la corona imperiale e l’altro la tiara papale.
L’hotel Peterhof, che ho scelto per i primi due giorni a Kostanz, è molto carino,
anche se la stanza che mi assegnano è decisamente piccola. Tutte le pareti sono
rivestite in legno e delle armature antiche nei corridoi fanno arredamento.
29/08/2010 – DOMENICA
Questa mattina, dopo la classica e abbondante colazione, prendo la bici nel
box dell’albergo e superato il ponte pedonale, svolto a destra per il giro programmato
del Untersee.
Il giro del lago inizia dal percorso più breve, ossia la tappa Kreuzlingen-Stein
am Rhein sul lato svizzero e ritorno dal lato germanico.
Il cielo è coperto e la temperatura alla partenza è di 15 gradi, ma in breve
diventa più accettabile.
La prima cittadina è Gottlieben che secondo l'opinione dei suoi abitanti, è
il più bel paese sul lago di Costanza. Qui, lungo il percorso ciclabile ai bordi
del lago, incontro due modellisti che fanno navigare delle barche a vela radiocomandate.
Mi raccontano che parteciperanno a breve a una competizione e molte parti delle
navi sono realizzate da loro in carbonio.
Giunto a Stain, attraverso il fiume su un ponte medievale in legno ed entro
in città.
Stein am Rhein ha un nucleo storico intatto. Stradine e vicoli incantevoli,
antiche case a graticcio, facciate ornate di splendidi affreschi ed è considerata
una delle cittadine medievali meglio conservate. La cittadina è situata sull'estremità
dell'Untersee, nel punto in cui il Reno abbandona il bacino del Bodensee. La Rathausplaz,
la piazza del municipio, è circondata da antiche dimore borghesi, riccamente ornate
e facciate dipinte.
Lasciando Stein, percorro l’altro lato del fiume e mi aspetto che il vento ora
mi sia favorevole e per pranzo mi fermo in un centro sportivo, dove mangio una “improponibile”
pizza Roma.
Il paesaggio è qui molto bello e incrocio una enorme quantità di altri ciclisti,
anche se il sole è spesso coperto da nuvole nere all’orizzonte.
Malgrado ciò, in questa zona, quasi tutte le abitazioni sono dotate di pannelli
solari.
Nella parte più a nord la penisola di Mettnau si inserisce nell’Untersee con
la sua estesa palude di Radolfzeller.
Ritorno a Kostanz nel primo pomeriggio e poi ceno in un bel locale in piazza.
30/08/2010 – LUNEDI
Il programma di questa giornata prevede la visita alle due isole di Reichenau
e Mainau, le isole dei fiori e patrimonio dell’Unesco.
Lascio, dopo la colazione, l’angusto hotel, per trasferirmi a Kreuzlinger, nella
parte svizzera di Kostanz. Il confine tra Austria e Svizzera è ormai fatiscente.
Percorrendo la ciclabile e seguendo gli innumerevoli cartelli in direzione Reichenau,
scorgo un gruppo di ciclisti che stanno gonfiando le gomme delle loro bici. Fuori
di un negozio di bici, probabilmente chiuso per ferie, sono a disposizione di tutti
molti attrezzi e addirittura un compressore!
Giunto a Reichenau, percorro la lunga striscia di terra che collega l’isola
alla terraferma e la strada è fiancheggiata da filari di alti alberi. È ancora nuvoloso
e la temperatura è di 12 gradi e poi inizia a piovere. C’è una chiesa appena entrati
sull’isola. Nel cortile un gruppo di ciclisti intona un canto liturgico! Il cicloturismo
a volte ci porta a incontrare strani personaggi! Reichenau è un insieme di piccoli
paesini attorno ad abbazie secolari.
Piove, e trovo riparo sotto la tettoia di un magazzino. Tutto intorno a me colture
e serre. La zona (non adesso) offre un buon clima adatto alla coltivazione, comunque,
in un momento in cui smette, visito la Munster e lungo la strada alcune bancarelle
di prodotti tipici.
Mangio poi in un agriturismo. C’è un percorso self service tra molti piatti
di verdure coltivate da loro. Il pagamento è a peso.
Dopo pranzo, ritorno sul ponte e attraverso la collina per raggiungere Mainau.
Adesso la pioggia è veramente insistente, ma arrivo ugualmente all’ingresso
(a pagamento) dell’isola. Un riparo davanti un negozio tipo “Viridea” accoglie molti
ciclisti. La bici non è permessa all’interno dell’isola. Mi informo sul costo del
biglietto, ma la pioggia è insistente e decido di rientrate a Kreuzlinger (Kostanz)
per ritornare qui domani. Un distinto ragazzo cinese si avvicina alla mia bici e
mi dice in inglese, indicando il freno e il faretto, “questi li produciamo nella
mia azienda!”. In questi giorni, a Friedrichshafen, si svolge l’annuale (e veramente
fantastica) fiera della bicicletta.
L’albergo a Kreuzlinger è in un centro sportivo con campi da calcio e palazzo
del ghiaccio. Forse per questo in stanza fa freddo!
31/08/2010 – MARTEDI
Questa mattina il tempo è decisamente migliore.
Attraversando la dogana abbandonata dove sono ancora attaccate su una bacheca
le foto segnaletiche di alcuni ricercati. Ma nessun funzionario è presente nella
stazione per controllare! Con brevi sali-scendi ritorno a Mainau.
Parcheggio la bici all’ingresso del parco dell’Isola, paradiso di fiori e piante
di ogni specie e con il “Pass” che mi hanno dato in albergo, risparmio qualcosa
sul prezzo del biglietto. Quindi a piedi attraverso il ponte che collega l’isola.
Il parco è abbastanza ben tenuto. Molto “turistico”. Forse la forte pioggia
del giorno precedente ha rovinato qualcosa. Il percorso di due ore permette di ammirare
diverse specie di piante, fiori e composizioni. Non mancano ristoranti e chioschi.
Nello stesso momento della mia visita i tecnici di GoogleMap stanno tracciando tutta
l’isola.
Dopo la bella visita a Mainau, riprendo la bici per continuare il mio giro del
lago in senso orario. Ho deciso di “tagliare” la parte più settentrionale dell’Uberlinger
See, così a Wallhausen, dopo un piatto di wuster e patatine, prendo il traghetto
che mi porta brevemente a Uberlinger. La sistemazione delle bici a bordo è a cura
dell’equipaggio.
Uberlingen è centro termale con innumerevoli possibilità di benessere legate
a terapie naturali. Visito la cittadina dagli strani monumenti e prossima tappa
Birnau. Qui, dopo una discreta salita, visito la chiesa barocca in cima all’assolata
collina (rocca).
Poi la strada prosegue tra filari di vite e, ad un tratto, scorgo in alto il
dirigibile Zeppelin che vola lentamente sul lago. Vino, frutta e un mozzafiato panorama
alpino. A Unteruhldingen, si incontra la ricostruzione di un insediamento primitivo
con le palafitte.
Arrivo presto a Meersburg, una delle cittadine più belle sul lago di Costanza,
anch’essa piena di turisti. La strada principale si arrampica sull’altura a picco
sul lago fra case a graticcio e negozietti caratteristici. Meersburg è conosciuta
per il suo castello antico, costruito dal re Merovingio Dagoberto.
Si possono vedere due portoni medioevali, che sono ciò che rimane delle fortificazioni
della città.
Nel primo pomeriggio giungo così a Friedrichshafen. Dopo un breve giro in città,
con il traghetto e in 50 minuti ritorno a Kostanz. A bordo mi concedo anche un “latte
macchiato” (scritto così, in italiano, sul menù). La cena è in una paninoteca con
Internet e gelato.
01/09/2010 – MERCOLEDI
Oggi completerò il giro del lago iniziato ieri.
Con due rapidi click alla macchinetta acquisto il biglietto del catamarano.
Anche oggi fa un po’ freddo e sistemata la bici nella zona di poppa, trovo posto
all’interno. Il catamarano viaggia a 40 km orari e percorre l’attraversata in 50
minuti.
Tutti voi siete informati delle difficoltà a imbarcare una bicicletta a bordo
delle nostre navi. Qui invece si sorprendono se chiedi se il battello è accessibile
alle bici! Ma che domande fai?!!!
Da Friedrichshafen a Lindau si toccano alcuni paesini affacciati sul lago, tra
cui Wasserburg e il suo castello sull’acqua. Appare ancora nel cielo il dirigibile,
che mi accompagnerà, nel mio giro, fino a Konstanz.
A Friedrichshafen, infatti, c’è lo Zeppelin Museum e qui si sollevò nel 1900
il primo dirigibile costruito da Zeppelin. Oggi è possibile volare con moderni dirigibili,
ma ad un prezzo veramente troppo elevato!
A metà mattina arrivo a Lindau, tra le più rinomate località di villeggiatura
della Germania.
Visito questa cittadina posta su un’isola nel lago, meta di molti turisti. All’ingresso
della città si trova una spettacolare torre del faro. Il centro storico è ben conservato
e un piccolo mercato occupa la piazza della chiesa e ne approfitto per fare una
merenda. Nei borghi, numerosi artisti di strada, intrattengono i turisti. La via
principale è la Maximilianstrasse con una serie di case del 1500 dai variopinti
colori. Eleganti negozi e il vecchio ed il nuovo Municipio in stile barocco. Molto
carino è anche il porto.
Esco da Lindau e qui le piste ciclabili sono dotate di spartitraffico in cemento
e segnaletica orizzontale.
Dopo il confine entro in Austria per un breve tratto. Sulla pista adesso i segnali
indicano: “diritto per Svizzera” e “Indietro per Germania”.
Il cielo è terso, l’aria molto fresca, e in lontananza vedo le montagne innevate
che fanno da cornice a piante da frutto e vigneti che costeggiano la ferrovia.
A Bregenz, in un parco prospiciente il lago, sono in mostra numerose e belle
sculture di sabbia. Qui, dove si svolge il festival del più grande teatro sull'acqua
del mondo, si attraversa il fiume Reno e si entra in una riserva naturale. Con la
funivia è possibile salire sul monte Pfänder, che è sicuramente il belvedere più
famoso della regione.
Dopo il breve tratto in Austria, entro nuovamente in Svizzera.
Continuando poi su piste ciclabili ben segnalate e senza traffico, nelle vicinanze
della riva e attraverso grandi parchi nazionali, si raggiunge Rorschach.
A pochi chilometri incontro poi Arbon, pieno di prati verdissimi. È una cittadina
molto particolare con abitazioni che ricordano il Belgio e la Bretagna.
Proseguo poi fino a Romanshorn, il più grande e importante porto sul lago per
attraversare il cantone Turgau, ricchissimo di mele, e ritorno nel pomeriggio a
Kostanz giusto per ora di cena. Attenti qui si cena alle 18e30!
02/09/2010 – GIOVEDI
Questa giornata la trascorrerò in fiera a Friedrichshafen.
Euro Bike è una Fiera delle bici davvero fantastica! Se a Milano c’è un solo
padiglione e a Padova ce ne sono tre, qui i padiglioni sono dieci! Uno solo è dedicato
agli espositori italiani, che preferisco questa esposizione invece delle fiere di
casa nostra! Il 70-80% delle bici esposte riguarda le MTB e l’escursionismo, con
accessori e numerosi itinerari, tanto che i nostri Enti del Turismo espongo tutti
qui. Friedrichshafen è in Europa Centrale e raccoglie un grandissimo e impressionante
bacino di utenti-ciclisti.
A sera ritorno a Kostanz e ceno da “Lago”, un bel centro commerciale, dove posso
assistere, cenando, anche a un concerto dal vivo.
03/09/2010 – VENERDI
La mia stanza è davanti al campo di calcio. Questa mattina provengo lontano
delle voci di ragazzini. Stanno partecipando a una caccia al tesoro. Si muovono
in gruppi, cartina topografica dei luoghi in mano e trovano un timbro speciale in
una zona del campo, per confermare l'avvenuto loro passaggio.
Dopo colazione, passo dalla stazione ferroviaria. Ho deciso che per il ritorno
a casa, di prendere il treno direttamente da Kostanz invece di fare il tratto fino
a Schaffhausen in bici.
Oggi è una giornata veramente molto calda. Passeggio nel centro di Costanza,
città bella e ricca di tradizioni. Su un lato del porto è stata allestita una mostra-acquario,
il Sea Life Centre. Il visitatore si può immergere qui nel mondo dei torrenti alpini,
dei mari e fiumi trovandosi di fronte pesci di ogni genere.
A sera faccio degli acquisti e ceno al Tailandese.
04/09/2010 – SABATO
Di buon mattino sono in stazione in compagnia di molti altri cicloturisti. Con
il treno delle ferrovie svizzere arrivo a Olten. Poi cambio per il treno diretto
a Milano.
Ma, succede quello che ti aspetteresti dalle ferrovie italiane, non certo da
quelle svizzere, per tradizione efficienti e puntuali! Il treno si ferma in una
zona di campagna alle porte di Berna per circa un’ora! L’aria condizionata si ferma
e i monitor si resettano e riparto continuamente. Alla fine, un annuncio, inizialmente
in tedesco, invita i passeggeri ad abbandonare rapidamente il treno portandosi verso
la testa del treno. Quando capisco quello che succede con il successivo messaggio
in inglese, ormai tutto il corridoio è pieno di passeggeri ed io ho la bici nel
vagone indietro! Devo aspettare che escano tutti, e poi recupero la bici che con
il manubrio e le borse passa a fatica tra i sedili. In testa al treno è stata approntata
una passerella di 50 cm di larghezza tra questo treno ed un altro. Con l’aiuto di
alcuni ferrovieri attraverso la passerella. Mi sistemo in qualche modo e aspetto
di arrivare alla stazione di Berna per trovare una più corretta sistemazione. Giunto
alla stazione, scendo e percorro la banchina fino al vagone con il simbolo delle
bici.
Quando arrivo, una giovane cicloturista sta discutendo con un passeggero per
tenermi il posto anche per la mia bici. Ringrazio la gentile ragazza e scambiamo
qualche parola e qualche storia di viaggi in bici. Anche lei raggiunge Milano, dove
con un gruppo di amici, percorrerà il ritorno in Austria in bici.
Il giro del lago di Costanza è uno dei viaggi ciclistici più belli. Attraverso
tre nazioni in una cornice di natura e bellezze artistiche e dotata di magnifiche
piste adatte a tutti.
Sandro Foti